perche' papa Martino V per mezzo del nunzio apostolico Alamanno Al Dinari lo tolse ai Trinci per assegnarlo al governatore di Perugia.
Siamo in pieno Medioevo e Berardo II da Varano venne acclamato signore di Beroide piccolo paese vicino Pissignano; egli nel 1440 condusse una battaglia estenuante sotto le mura del castello. Nel 1505 fu nuovamente fortificato per mano di Girolamo dei Brancaleoni di Scheggino che sollevo' Pissignano contro Spoleto. Le sue opere difensive non riguardarono solo la fortificazione delle mura, ma egli fece costruire un mulino sul Clitunno che ancora oggi si puo' visitare e porta il nome di "vecchio mulino". Ancora una volta nel 1571 il borgo di Pissignano fu sede della Posta Pontificia; ma nel 1573 il castello divenne rifugio di un bandito molto temuto: Petrino Leoncelli.
Per circa due secoli Pissignano conobbe una certa decadenza a causa di un forte terremoto, che costrinse gli abitanti a lasciare le abitazioni fuori e dentro le mura.
Nel 1799 la rivoluzione francese arrivo' anche qui', il Castello fu devastato dai soldati francesi che saccheggiarono la parrocchia di San Sebastiano. Nel 1814, dopo la Restaurazione, il borgo conservo' il comune baronale con sindaco dipendente dal gonfaloniere di Spoleto; solo nel 1860 fu annesso al comune di Campello sul Clitunno. Di notevole importanza e' la visita che compi' a Pissignano nel 1876 Giosue' Carducci durante la quale il poeta trovo' l'ispirazione per comporre l'ode "Alle fonti del Clitunno". "Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte nume Clitunno! Sento in cuor l'antica patria e aleggiarmi sull'accesa fronte gl'itali iddii". "dalle "Odi Barbare".
Oggi in questo luogo magnifico si respira un'aria senza tempo, il castello si vanta ancora di essere se stesso, come allora sembra di sentire gli echi di aspre battaglie, sembra di vedere gli intrighi amorosi fra le sue mura. Il borgo mantiene ancora la sua impronta medievale dove le case arrampicate sul colle sono disposte su terrazze degradanti, esse mantengono ancora la semplicita', le linee di uno spirito umile ma severo, esprimono la filosofia di quella gente semplice che ha subito gli eventi senza esserne protagonista.
Il castello e il borgo emanano storia e dalle mura antiche escono gli echi, gli ammonimenti, i sentimenti di chi prima di noi ha ricevuto l'essere. Un riconoscimento particolare va agli attuali abitanti i quali hanno sentito solo il piacere di restaurare in obbedienza delle leggi dei beni artistici e grazie alla loro dedizione l'antica fortezza e l'abitato dentro le mura appaiono come allora intatti nella loro superba bellezza. Oggi Pissignano e' diventatta la sede di convegni internazionali attirando studiosi da tutto il mondo, manager, uomini politici e scienziati.
Il maestro prof. Accademico Antonio Meneghetti fondatore e principale esponente della disciplina di Ontopsicologia ha battezzato questo luogo con il nome di Lizori che in greco significa "il luogo dove viene la vita", revocando l'originaria funzione taumaturgica del meraviglioso luogo.

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Francesca Micalizzi


da "goodmorning" del 24 maggio 2004

STORIA DEL CASTELLO

aaaIl Castello di Pissignano e il suo borgo furono teatro di numerose vicissitudini. Nel 1213 divento' signore del castello il duca Diopoldo che per ottenere rinforzi contro Trevi sottomise a Spoleto la fortezza che divento' feudo dei nobili spoletini Sansi, il cui capostipite Santio, era al seguito di Corrado VI Hohenstaufen (1228 - 1254) secondo genito di Federico II e di Jolanda (Isabella) di Brienne (* -1228). Nel 1394 gli abitanti del castello furono attaccati da Biordo Michelotti ma si difesero valorosamente. Nel 1416 appartenne ai Trinc i, rispettivamente a Nicolo' VIII (* - 1421), Bartolomeo IV (* - 1421), e successivamente a Corrado XV (* - 1441) che rimase signore per pochissimo,