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Ogni prima domenica del mese, proprio di fronte
le fonti, uno dei piu' vivaci mercati italiani dell'antiquariato, dell'usato
e del collezionismo vi aspetta, siete arrivati a Pissignano.
Fermatevi e curiosate qua' e la' e poi....alzando lo sguardo, e cercando
con interesse artistico, si scorge il tempio dedicato al dio Clitunno e
volgendo lo sguardo ancora piu' in alto l'attenzione si sposta, curiosa,
sulle costruzioni arroccate bianche e sulle bianche torri che irrompono
nel blu del cielo, l'antico Castello di Pissignano vi sta richiamando
verso di se.
Continuando a piedi per la strada che porta a Borgo San Benedetto, incontrerete
l'antico Castello di Pissignano, qualcosa di particolare bellezza, che vi
si concede generosi: Lizori.
E pensare che solo negli anni '70 era uno dei tanti borghi medievali italiani
in completo disfacimento. Forse per questo e' stato ribattezzato con il
nome Lizori, che vuol dire il luogo in cui la vita si contempla.
Oggi, al posto di macerie sorge un borgo medievale restaurato e funzionante,
nell'edilizia, nell'aspetto viario e nel verde, utilizzato come residenza,
con botteghe artigiane, botteghe d'arte, servizi, sedi di ricerca, spazi
per momenti culturali.
Lizori, inoltre, e' divenuto nel corso degli anni, sede di importanti manifestazioni
scientifiche internazionali. Certo tutto questo si e' "rianimato"
attraverso le molteplici opere di un gruppo di cittadini italiani che con
propria iniziativa privata e all'interno di ogni burocrazia legale, hanno
seguito la direzione chiave di un grande maestro, il Professor Antonio Meneghetti.
Chiunque si trovi a passeggiare in questo antico borgo medievale rimane
incantato e affascinato dall'impatto di candore dell'essenzialita' che si
traduce in bellezza innocente. Per le vie di Lizori ci si sente a casa,
leggeri, amati, eterni.
Non c'e' punto a Lizori dove ti siedi e gli occhi non cadano su qualcosa
di bello. Le sculture in ferro o pietra, il panorama, lo stornire delle
fronde, e quella vallata spoletina che di notte pare un mare oscuro
che lascia visibili solo le lampare.
Ovunque c'e' arte, Lizori e' presenza estetica che costituisce concretamente
il piacere dell'esistenza.
Un'insolita ceramica indica Camesena, un ristorante porta il nome
dell'amata dal Dio Giano. Ed e' ancora arte, quella dei sapori, degli odori
in grado di accentuare l'ordine insito nella natura quale il cibo e' il
costante mediatore. Al Camesena si gusta la Cucina Viva.
Immersi tra gli ulivi, sara' un'occasione per gustare sapori che non dimenticherete
facilmente con vista su una splendida vallata umbra. Ma.. l'occasione piu'
ghiotta forse e' quella di imparare a cucinare in un'atmosfera di sana convivialita',
la stessa che caratterizza i numerosi eventi artistici e culturali che offre.
Lizori, cioe' un assortito calendario di corsi artistici culturali ed escurzionisti
organizzati da ARTEL - Azienda Recupero Turismo Ecobiologico Lizori. Il
prossimo appuntamento e' fissato per domenica 17 aprile, alle 10,30, e protagonista
principale di questa giornata sara' il Corso di Cucina Viva o come presentata
da Artel, l'arte come essere dei nel buon gusto. Per informazioni sui corsi
e le attivita' ARTEL: info@artelizori.it.
Perche' e' cosi' naturale innamorarsi di Lizori? Perche' li si incontra
l'esclusivo bello di se stessi. Lizori risveglia l'amore per la vita, l'amore
per l'arte testimoniato in chiunque abbia la voglia di ricevere.
Plaudono i monti al carme e boschi e l'acque de l'Umbria verde.
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da "Roma Sud" del 14 apr. 2005
Lizori,
un borgo medievale da incontrare
Castello di Pissignano, Campello sul Clitunno
Ancor
dal monte, che di foschi ondeggia frassini al vento mormoranti e lunghe
per l'aure,odora fresco di silvestri salvie e di timi, scendon nel vespero
umido, o Clitunno...
Questi sono i primi versi con cui Giosue' Carducci inizia la sua Ode
alle Fonti del Clitunno, nel leggerla, vien voglia di citarne ancora altri
passi. Una Ode che dell'Umbria rivela l'amore di Carducci, svelato nei racconti
di venti, di Appennino, di Spoleto e Todi, di diaspro che par si mischi
in flessuosi amori con l'ametista.
Si, Carducci deve averla amata veramente l'Umbria, ma le Fonti
del Clitunno in particolar modo. Un amore condiviso anche da Lord Byron
che dopo esser passato nella zona scrisse Non oltrepassare, senza benedirlo,
il Genio del Luogo, e poi in Virgilio, Propezio e chissa' quanti altri
filosofi, poeti e scrittori vi hanno trovato ispirazione.
A poca distanza da Roma, sulla via Flaminia, tra Spoleto e Assisi
si trovano queste tranquille fonti che nei racconti mitologici videro l'amore
tra il dio bifronte Giano e la musa del canto e Ninfa del Clitunno di nome
Camesena, dal cui amplesso nacque l'Itala gente, scrive ancora
in nostro Carducci nella sua Ode.
